Sulla discussione in corso sul blog di Roberto Bolognesi sulla Murgia:

Domenica, 01 Settembre 2013. di Franco Branca Numero di letture: 2492

Sulla discussione in corso sul blog di Roberto Bolognesi sulla Murgia:
Michela Murgia

il problema della Murgia non sono i contenuti e, a mio parere, non è neppure lei, che politicamente non è e non è mai stata nessuno. Il suo problema è molto più semplicemente il suo evidente narcisismo ed arrivismo che, contando sulla notorietà acquisita come scrittrice (bravina, ma anche da questo punto di vista ci sono giganti al suo confronto) ha assecondato l'intuizione intelligente di Franco Contu, di usarla come elemento catalizzatore di voti costruendo, con alleanze sapienti, un'operazione mediatica che ha goduto del vantaggio della tempestività iniziale. 

La Murgia, male che vada, spera di essere eletta consigliere regionale e la sua notorietà in ogni caso ne verrà avvantaggiata, così che verosimilmente si moltiplicheranno anche i suoi lettori. Progres, utilizzando la Murgia, come minimo è già riuscito ad esistere nell'arena politica, imponendosi come un interlocutore che c'è.

Ma, al di là delle speranze e delle pie illusioni di Progres e della Murgia, è facile prevedere che il loro risultato sarà deludente (per loro) perchè non hanno un bacino d'utenza a cui rivolgersi: nel mondo sovranista, indipendentista, identitario, come vi va di chiamarlo, la sua proposta non solo non è passata ma è stata rifiutata, per il motivo semplice che non è stata condivisa con nessuno. Nel mondo "grillino" è di ieri la risposta ufficiale. Nel mondo degli scontenti ed eretici del PD e della sinistra critica può raccogliere qualche consenso, ma assolutamente limitato.

Restano i voti di amici e parenti, ma di questi, con la concorrenza delle regionali, bisognerebbe averne tanti, almeno da arrivare al 5% se si corre soli o al 10 % se si va in coalizione.Nessuno di questi traguardi mi pare alla portata di Progres. E questo, contrariamente a quanto potrebbe apparire, mi dispiace molto, devo aggiungere.

Innanzitutto perchè con Franco Contu, per me un amico fraterno, da un paio d'anni abbiamo lavorato, in Casa Sardegna, per far crescere il disegno dell'unità tra le forze identitarie e dell'incontro con gruppi, associazioni e singoli, in funzione della costruzione di una forza alternativa al duopolio PD - PDL, ed in secondo luogo e sopratutto perchè se invece che correre da soli, come hanno fatto, anche Progres si fosse resa disponibile a costruire un'ampia coalizione alternativa, rinunciando alla pretesa di indicare il nome del candidato Presidente, oggi probabilmente il quadro sarebbe già diverso, ed invece di un ulteriore piccolo candidato di una piccola formazione, avremmo potuto avere una coalizione più ampia e attrattiva.

Tutto, invece, si complica ed a questo si aggiunge la "furba" decisione anche del M5S di andare da soli. Essendo distante posso soltanto basarmi su quanto riportato da Sardiniapost e spero che al di là delle dichiarazioni il quadro non sia così chiuso come appare.
Ma se le cose stessero effettivamente così, la mia opinione, non isolata, è che il M5S, nonostante il vantaggio che potrà capitalizzare per le vicende nazionali, da solo non è in grado di raggiungere il 25% minimo che gli potrebbe fruttare il premio di maggioranza. Neppure se Grillo girasse la Sardegna in lungo e in largo per un mese.

Per questi motivi: innanzitutto una grande parte dei suoi sostenitori più attivi hanno una dichiarata provenienza identitaria a cui non intendono rinunciare (anzi ho parecchi dubbi sul fatto che molti di loro continuerebbero a militare nel M5S) in secondo luogo perché, trattandosi di regionali, il peso del voto di amici parenti e fidelizzati dei candidati delle due coalizioni di cds e csn giocherà il suo solito ruolo, ed infine perché saranno presenti almeno altre due formazioni : la lista Unidos (o coalizione ?) e la coalizione dei partiti ed associazioni identitari che si sta silenziosamente ma poderosamente costruendo, sulla quale con grande probabilità convergeranno importanti gruppi della sinistra critica.

Ambedue queste formazioni hanno un'alta potenzialità di catalizzazione di consenso e, a seconda dello sviluppo degli eventi, potrebbero essere la vera sorpresa delle prossime elezioni, ma questo scenario purtroppo non accresce le possibilità di successo né del M5S né del Polo identitario.

Resta la speranza che ancora i giochi non siano del tutto conclusi e che gli sforzi degli uomini di buona volontà riescano a far ragionare i gruppi dirigenti, perché altrimenti già da oggi potremmo rammaricarci per l'ennesima – e questa volta davvero gigantesca – occasione perduta.

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