Mosche in una campana di vetro

Venerdì, 23 Agosto 2013. di Franco Branca Numero di letture: 1443

Mosche in una campana di vetro

Fare alleanze con i partiti italiani? Se ci fossero motivi utili per farlo, perché no ? ma mi volete spiegare, per cortesia, cosa ce ne viene ? Oggi siamo con tutta evidenza ad un punto della nostra storia dove bisogna tirare un po' di somme e decidere in quale direzione strategica muoverci. Una volta esaurite la fase della 488 e della 268 abbiamo sperimentato circa un ventennio in cui il punto di riferimento principale non è stato più lo Stato italiano ma l'Unione Europea.

Prima le risorse finanziarie venivano dall'Italia, dopo dall'UE. La differenza stava nel fatto che nella fase della 488 avevamo quasi carta bianca nel decidere gli investimenti, nella fase della 268 l'interlocutore principale erano le Partecipazioni Statali. Nell'ultima fase i paletti entro cui muoversi li ha messi l'UE, ed a mio parere tutti gli interventi – anche quelli apparentemente produttivi -sono stati orientati a consentire l'espansione delle multinazionali, gestendo anche il finanziamento di piccole attività produttive sostanzialmente in termini di assistenza ai territori.
Ma non voglio farla troppo lunga sull'analisi.

La questione è che oggi siamo perfettamente in grado di capire che con questa Italia e con questa Europa andiamo sicuramente verso un declino inesorabile delle attività economiche del settore industriale ed agricolo e di conseguenza di quello artigiano e commerciale. Forse nel settore del turismo potranno salvarsi un po' di attività di alto livello (di proprietà estera) e svilupparsi un po' piccole imprese locali a conduzione familiare. Molto probabilmente ci consentiranno di utilizzare il sardo anche nelle scuole ed occuperemo un po' di persone in quest'attività, ma il settore pubblico continuerà sempre più ad essere quello dal quale vengono stipendi e pensioni.

Anche i settori nuovi di produzione, come quelli relativi alle energie rinnovabili, stanno in piedi soltanto con meccanismi di incentivazione che gravano sulla bolletta elettrica pagata da tutti e nella stragrande maggioranza dei casi gli utili vanno in tasca ai gruppi finanziari che si sono spartiti la torta al momento opportuno, e tanto per non andare lontano, anche in Sardegna sempre i Moratti, DeBenedetti e company. Anche in questo settore, gestito come lo è stato sinora, in Sardegna restano le briciole.

Vogliamo andare avanti così ? Cosa ci propongono i partiti italiani e le loro filiali locali per risolvere i nostri problemi ? non mi pare di vedere nessuna proposta affidabile e credibile. E non possono farla. Per il semplice motivo che l'Italia non ha un euro di cui può disporre. Nel migliore dei casi si lavora per sopravvivere e pagare i debiti, in euro, mettendo sempre più le mani nelle tasche di chi ha reddito fisso, con la tassazione.

Per questi motivi è vero che riappropriarci della nostra totale capacità di autodeterminazione è una precondizione per lo sviluppo. E sviluppo in questo caso è anche un termine un po' azzardato ed ottimista. Forse meglio dire per poter sperare di continuare a costruire un futuro non assistito e libero per le prossime generazioni.

La dimensione del problema è così grande che continuare a parlare di argomenti , peraltro importanti,come zona franca, bilinguismo, agenzia regionale delle entrate, trasporti etc etc pensando che possano essere risolutivi è, a mio parere, continuare a farsi seghe mentali.
Per questi motivi OGGI, per le condizioni concrete che esistono, offerte dalla legge elettorale, e per le alleanze possibili con le forze antagoniste a questo sistema che hanno premiato col consenso il M5S, invertendo la tendenza all'assenteismo, bisogna innanzitutto capire che ci troviamo in una situazione eccezionale, che non possiamo affrontare con schemi di ragionamento e con politiche ed uomini consumati ed assolutamente fuori da quest'ordine d'idee.

Per questo dico che tutti coloro che stanno dentro ordini di ragionamento e schemi vecchi sono come mosche che volano dentro una campana di vetro, con l'illusione di volare ma sostanzialmente prigionieri. Per questo dico che OGGI coloro che hanno a cuore le sorti della Sardegna HANNO LA RESPONSABILITA' di unirsi in un'unica coalizione ed esprimere un Governo Regionale che abbia come unico mandato quello di rinegoziare con lo Stato italiano e con l'UE tutti i patti e le condizioni di partecipazione sia economici che politici ed istituzionali.

Per questo pensare di affrontare questa campagna elettorale facendo le solite alleanze e i soliti giochetti per piazzare un consigliere regionale in più è irresponsabile e perdente.
Se qualcuno mi obbietta che queste sono utopie deve dimostrarmi che con le sue proposte noi possiamo risolvere i nostri problemi.

Commenti (2)

  • nicola grauso

    nicola grauso

    23 Agosto 2013 at 20:44 |
    ... come dissentire .... ?
  • BACHISIO MORITTU

    BACHISIO MORITTU

    24 Agosto 2013 at 07:18 |
    Deo no poto narrer in modu differente, Franco tenes rejone chi como est s'ora de si mover tot'umpare . So cunvintu chi sa Sardigna podet binchere, ma chenza sos partidos italianos. Ma mi parit chi sos indipendentistas si siant reparende sutta su paraccu de su PD e cumpanzia.......Deo ti lu naro da-e subitu chi voto Sardigna chenza perunu dubbiu e gherro po custu.

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