Noi ci uniamo

Sabato, 27 Luglio 2013. di Amministratore del sito Numero di letture: 1090

Noi ci uniamo
Oristano in una bella immagine d'epoca

Ad Oristano il giorno 14 luglio 2013 si sono riuniti Casa Sardegna, Fortza Paris, Laboratorio Gallura, Soberania e Indipendentisti Liberi. La riunione era finalizzata a confrontare le analisi della situazione e valutare le possibilità di collaborazione per incidere concretamente sulla situazione politica.

Si è convenuto che allo stato attuale non si intravvedono sbocchi o soluzioni che possano consentire di prevedere una possibile soluzione positiva dei problemi della Sardegna, fondamentalmente a causa dei condizionamenti insiti nel suo rapporto con lo Stato Italiano e con l'Unione Europea.

Si è convenuto di creare un Comitato di Coordinamento permanente col compito di raccordarsi per sviluppare in modo coordinato le prossime iniziative, ad iniziare dalla riunione in agenda per il giorno 30 luglio, alla quale sono invitati tutti i gruppi, partiti, associazioni e singoli, per continuare il percorso di costruzione di un'aggregazione capace di esprimere una coalizione alternativa a quelle del centrosinistra e del centrodestra.

Analisi e decisioni condivise

Il settore industriale – totalmente governato da centri di decisione internazionali - è in una fase di dismissione totale e non esistono piani per un rilancio del settore; l'agricoltura, l'allevamento, la pastorizia, la pesca continuano la loro lenta discesa e non si intravvedono politiche capaci di innestare un' inversione di tendenza all'interno del quadro delle politiche comunitarie; l'artigianato ed il settore manifatturiero subiscono pesantemente il blocco delle attività del settore edile e la contrazione dei consumi, il sistema turistico sofferente da diversi anni a causa dei costi di trasporto decisi dall'oligopolio di CIN, TIRRENIA e MOBY nei trasporti marittimi, e dalle decisioni dei grandi tour operators internazionali.

I partiti politici italiani in Sardegna, che derivano la loro legittimazione da Roma, hanno dimostrato ampiamente di non avere le capacità e le possibilità – ammesso e non concesso che ne abbiano la voglia - di interpretare le esigenze attuali della Sardegna come territorio e seguono modelli di comportamento ormai consumati.
Pensare di modificarne indirizzi e decisioni è ormai impossibile, considerate le dinamiche interne di gestione, tutte orientate innanzitutto a conservare o acquisire spazi di potere dei vari capicorrente.

L'unico elemento di novità è il M5S, che ha interpretato e continua a interpretare (pur avendo contro tutti i media) le esigenze di pulizia e di innovazione pretese dalla parte del corpo elettorale più libera da condizionamenti. Si tratta di un movimento che esprime certamente segnali positivi ma che (in particolare nella nostra regione) non ha ancora maturato proposte programmatiche radicalmente innovative e risolutorie, come quelle che oggi si impongono per la Sardegna.

Ciò che in Sardegna serve maggiormente, infatti, è un nuovo modello di sviluppo che coniughi le risorse interne legate ai settori produttivi tradizionali con una innovazione a tutto campo, fondata in primo luogo sul Capitale intellettuale e sulle tante professionalità esistenti nonchè sulla riappropriazione piena e totale della sovranità economica, finanziaria ed energetica della Sardegna.

Nella situazione descritta, pertanto, la decisione politica fondamentale da assumere non è tanto quella di intervenire su questo o quell'aspetto (energia, fiscalità, trasporti etc) quanto quella di rinegoziare con lo Stato italiano e con l'UE tutti i rapporti istituzionali ed economici.
Ciò significa riappropriarsi della capacità e responsabilità piene di fare da soli, strutturando un programma che abbia un'apertura ad ampio spettro in grado di valutare tutte le opportunità offerte dallo scenario internazionale.

Si ritiene che per raggiungere questi obbiettivi siano inadeguati e quindi inutilizzabili le vecchie strumentazioni dei partiti tradizionali italiani e di quelli di matrice "sovranista" che subordinano la loro esistenza all'alleanza con essi.

Quindi, in vista delle prossime elezioni regionali, l'obbiettivo comune è quello di costruire una coalizione alternativa e concorrente a quelle del centrosinistra e del centrodestra, nella quale possano convergere tutte le forze che perseguono l'autodeterminazione del Popolo sardo, da conseguire attraverso un' innovazione politica fondata su comportamenti solidali e che abbia, tra le proprie finalità principali, la ricerca di motivi che uniscono le diverse anime della nazione sarda e che mettano in secondo piano quelli che dividono, con l'obbiettivo di vincere le prossime elezioni per poter governare l'interesse dei sardi.

Questo obbiettivo è alla nostra portata e se nei tempi brevi di cui disponiamo avremo la capacità di divulgarlo e costruire alleanze rispettose delle identità di ciascuno, può concretizzarsi in una coalizione unica anche se composta da diverse liste di diverso orientamento ideale.

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