Il motivo più importante

Venerdì, 15 Novembre 2013. di Franco Branca - Casa Sardegna Numero di letture: 1270

Il motivo più importante

Nella campagna di posizionamento in vista delle prossime regionali esiste ancora una livello troppo alto di confusione tra le ragioni di scelta che si riferiscono alle opportunità più convenienti dal punto di vista di singoli partiti, gruppi, associazioni e quelle "alte" della Politica con la P maiuscola.


Per esempio, i Rossomori pongono la questione "morale" come prima e dirimente questione politica e, in virtù di ciò, hanno abbandonato la prospettiva di presentarsi alla competizione elettorale nella coalizione di centrosinistra. E' una ragione di Politica "alta" che giustifica una separazione ed un possibile sacrificio. L'atteggiamento rispetto alla questione "morale", con i richiami a Berlinguer e Pertini, li porta di fatto a qualificare non più di sinistra la coalizione che si raccoglie attorno al PD.

Ma è davvero questo il motivo di Politica "alta" che può giustificare una rottura con quello schieramento? Io non solo ho forti dubbi ma credo che il motivo più importante, diffusamente percepito anche se non esplicitato, sia un altro.
Il motivo è che i due maggiori partiti italiani PD e PDL, contraddicendo le ragioni della propria esistenza ed i patti con i propri elettori, si sono messi insieme per garantire, attraverso il governo dell'Italia, i desiderata dei poteri forti finanziari internazionali e che da questa scelta la Sardegna può aspettarsi soltanto una prospettiva di marginalizzazione ulteriore e di inesorabile destino da riserva indiana.

Questo non soltanto l'ha capito Grillo, che però non sembra in grado di presentare in Sardegna una proposta credibile, ma l'hanno capito tutti quelli che hanno a cuore innanzitutto le sorti della Sardegna e si pongono come primo obbiettivo la soluzione dei problemi delle nostre famiglie.
Se questo è vero l'obbiettivo prioritario – e, a mio parere, "di sinistra" – è quello di costruire una coalizione forte in grado di offrire ai sardi una prospettiva credibile di alternativa. Questo solo fatto, di per sé, sarebbe innovatore e rivoluzionario. E se proprio si ha bisogno di ricercare ulteriori giustificazioni "di sinistra" a questa scelta, basterà dare una rapida occhiata alla storia del movimento operaio internazionale per vedere come i movimenti di liberazione nazionale siano stati visti con favore dalla parte più democratica del movimento operaio.
Nel mondo indipendentista stanno andando a frutto gli sforzi di tanti – di diverso orientamento ideale - che, senza rinnegare se stessi, hanno accettato di porre in primo piano l'interesse collettivo.

Il 9, a Oristano, in un'assemblea molto partecipata e rappresentativa della cosiddetta "galassia" indipendentista, si è espressa una volontà unanime di costruire una coalizione "identitaria" con il massimo possibile di partecipanti. Non erano presenti, per una pluralità di motivi, il PSd'Az, Rossomori, Partito dei Sardi, Forza Paris, IRS e tanti altri che dovrebbero essere parte costitutiva essenziale di questa coalizione.

Il 23 è previsto un nuovo appuntamento, al quale tutti i partiti, associazioni e gruppi sono invitati, e questa volta si spera che la partecipazione sia più ampia e tale da interessare anche quanti, di orientamento democratico, socialista e liberale, sono disponibili a costruire un'alternativa reale al sistema di potere esistente. Tutte le questioni ulteriori (candidature, liste, presidente, punti programmatici) sono corollario rispetto alla scelta prioritaria e possono essere risolte con la disponibilità al confronto ed il rispetto reciproco.

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