La Regione Sarda ai sardi.

Venerdì, 30 Agosto 2013. di Michele Schirò (Ospite) Numero di letture: 1302

La Regione Sarda ai sardi.
Il palazzo della Regione a Cagliari

Coltivo, insieme a tanti altri amici, una ambizione, un desiderio: vincere le elezioni regionali del 2014. Perchè il fatto si verifichi é indispensabile proporre ai sardi un programma chiaro e condivisibile che contenga alcuni punti qualificanti da realizzare subito ,indicando i tempi di realizzazione dei progetti. Il candidato presidente e la giunta dovranno essere i garanti della corretta esecuzione degli obiettivi prefissati nel progetto politico condiviso.

Dovrebbe essere semplice: la coalizione che intende vincere discute i temi salienti del programma e quindi sceglie , di comune accordo , a chi affidare l'incarico di amministrare la Sardegna. Lo scenario politico presenta , invece , un altra cosa. Da mesi si riuniscono ma non vi sono tracce di alcuna discussione sui temi decisivi dello sviluppo della Sardegna. Ma non si dovrebbe sottoscrivere un progetto?

No parlano di candidature e dei destini personali di alcuni rappresentanti politici che si sono proposti per svolgere la funzione di presidente della regione sarda. Siccome vi sono più candidati si debbono celebrare le elezioni primarie. Ma qualcuno si é chiesto quanti sardi andranno a votare alle primarie? Forse bisognerebbe riflettere.

Alle primarie per il parlamento avevano fatto sottoscrivere un programma e fatto pagare due euro: poi hanno fatto il governo con il vituperato avversario ed oggi condividono la responsabilitá sulle scelte sciagurate che stanno compiendo. Ma tra le orecchie di questi grandi strateghi si annida ancora qualche residuo di neurone?

I sardi hanno giá offerto un segnale inequivocabile il 25 febbraio hanno dato il 30% dei consensi a grillo. Il significato inequivocabile di quel voto avrebbe dovuto indurre a prudenza , riflessione, analisi, autocritica. In poche parole si sarebbe dovuto aprire un largo dibattito sull'esito elettorale: e invece no. Fanno finta che non sia accaduto nulla e si preoccupano di amministrare quel consenso che hanno registrato a febbraio; ma quel voto non costituisce un patrimonio consolidato ed inamovibile .

La veritá é che il voto fluttua e non favorirá il centrosinistra invischiato nelle melmose questioni governative. La Sardegna in ginocchio avrebbe necessità di un progetto nuovo di governo e di una nuova classe dirigente. Il consenso dei cittadini che hanno votato -per protesta Grillo- rappresentano insieme agli astenuti il vero serbatoio di consenso da cui bisogna attingere per rispondere in modo adeguato ai bisogni dei sardi.

Si potrebbe formulare una proposta di lista civica aperta al contributo di chiunque si riconosca nei valori essenziali più volte indicati sia dal centrosinistra che da tutte le aree sovraniste - indipendentiste e soprattutto dal movimento 5 stelle. Si può ripartire nella costruzione di una alleanza per la Sardegna sulla base di novità assolute. Esiste un minimo comune denominatore di valori comuni e di principi inderogabili che lega saldamente i destini del popolo della sinistra : bene bisogna rafforzarli ed esaltarli. Forse occorre il coraggio di chiamare a raccolta tutti i sardi che intendono cambiare.

Michele Schirò

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